I collage surreali di Joseba Elorza

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Miraruido è lo pseudonimo di Joseba Elorza, artista basco del quale sono disponibili poche informazioni: sappiamo che vive e lavora a Vitoria-Gasteiz, in Spagna, nella comunità autonoma dei Paesi Baschi, e che i suoi lavori sono stati pubblicati da diverse testate internazionali, da Esquire al Sunday Times. Sul suo sito spiega che il nome “Miraruido” è composto da due parole spagnole: mira (guarda) e ruido (rumore).

I suoi lavori sono collage digitali che associano vecchie fotografie e sfondi costruendo situazioni surreali e impossibili, come fossero fotografie scattate durante un sogno. Le opere, sottoforma di poster, sono tutte in vendita sul suo sito.

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Tutte le realizzazioni di Joseba Elorza hanno qualcosa di angosciante, legato alle atmosfere della sua terra.

Guerra, tecnologia, bianco e nero si fondono dentro un’unica immagine per dare allo spettatore delle sue opere la spinta verso la necessità di integrare tutte quelle informazioni apparentemente così distanti tra loro. Si fa fatica a cogliere l’interezza dell’immagine del suo presupposto ontologico, ma si capisce subito che qualcosa non va. Forse ciò che non funziona è la vita stessa, troppo amara nella sua sprezzante ironia.

Nelle foto di Joseba Elorza l’uomo è protagonista, ma è protagonista suo malgrado di un paesaggio dal quale sarebbe meglio fuggire. Purtroppo fuggire non è possibile, perché quel luogo è la nostra quotidianità.

 

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